← Tutte le guide4 luglio 2026 · 8 min di lettura

Come si vende l’energia del fotovoltaico: il ritiro dedicato del GSE

Lo scambio sul posto è finito: oggi l’energia in eccesso del fotovoltaico si vende con il ritiro dedicato del GSE. Come funziona il RID, come accedervi e la differenza con l’autoconsumo.
Come si vende l’energia del fotovoltaico: il ritiro dedicato del GSE

Un impianto fotovoltaico non consuma sempre tutto ciò che produce: nelle ore di sole capita di generare più energia di quella che serve in casa. Quel surplus non si perde, viene immesso in rete e viene pagato. Ma come, oggi? Su questo punto è cambiato tutto negli ultimi mesi, ed è importante avere le idee chiare prima di installare.

Lo scambio sul posto è finito

Per anni il meccanismo di riferimento è stato lo scambio sul posto: una sorta di compensazione tra l’energia immessa in rete e quella prelevata. Oggi non è più così. Lo scambio sul posto non è più attivabile per i nuovi impianti: gli ultimi hanno potuto entrare in esercizio entro fine maggio 2025 e le richieste si sono chiuse a settembre 2025. Chi ha già una convenzione la mantiene fino alla scadenza naturale, ma chi installa adesso non può più accedervi. Al suo posto, per valorizzare il surplus, c’è il ritiro dedicato.

Che cos’è il ritiro dedicato (RID)?

Il ritiro dedicato è una modalità semplificata di vendita dell’energia al GSE, il Gestore dei servizi energetici. In pratica deleghi al GSE la commercializzazione di ciò che immetti in rete: il GSE ritira l’energia, la rivende sul mercato elettrico e ti riconosce un compenso per ogni kWh. Nessuna trattativa con il mercato, un solo interlocutore: firmi una convenzione e ricevi i pagamenti.

Quanto viene pagata l’energia immessa?

Il GSE paga l’energia immessa a un prezzo legato al mercato elettrico. Per i piccoli impianti fino a 100 kW che accedono alla regolazione vigente esiste anche il prezzo minimo garantito (PMG): una soglia minima, fissata ogni anno dall’autorità (ARERA), sotto cui il compenso non scende. Si tratta di pochi centesimi al kWh — per il 2026 nell’ordine di circa 4,75 centesimi per la prima fascia di energia. Il dato da tenere a mente è uno solo: questo prezzo è molto più basso di quanto paghi l’energia in bolletta.

Perché conviene consumare invece di vendere

Qui sta il punto più importante di tutta la questione. Un kWh che consumi mentre lo produci vale quanto un kWh che non hai dovuto comprare: il prezzo pieno della bolletta. Lo stesso kWh, se lo vendi con il ritiro dedicato, vale una frazione di quella cifra. La conseguenza pratica è chiara: conviene dimensionare l’impianto sui consumi reali e massimizzare l’autoconsumo, non sovradimensionarlo per vendere.

Cosa fai con l’energiaQuanto vale
La consumi subito (autoconsumo)il prezzo pieno che avresti pagato in bolletta
La usi la sera con una batterialo stesso valore pieno, spostato nel tempo
La vendi al GSE (ritiro dedicato)il prezzo di mercato, molto più basso (con un minimo garantito)
Confronto qualitativo: l’energia autoconsumata vale sempre molto di più di quella venduta in rete.

Come si accede al ritiro dedicato?

La procedura è semplice e in genere la gestisce l’installatore o un tecnico:

  • L’impianto deve essere allacciato ed entrato in esercizio.
  • Si presenta la richiesta al GSE entro 60 giorni dall’entrata in esercizio, sul portale RID, oppure tramite il Modello Unico previsto per i piccoli impianti.
  • Si sottoscrive la convenzione con il GSE.
  • I pagamenti arrivano con cadenza mensile, con un paio di mesi di scarto rispetto al mese di produzione, e a fine anno c’è un conguaglio.

C’è un’alternativa migliore? le comunità energetiche

Sì. Lo stesso surplus che il ritiro dedicato paga a poco può essere valorizzato molto meglio all’interno di una comunità energetica rinnovabile (CER): quando l’energia che immetti viene consumata, nella stessa ora, da un altro membro della comunità, scatta un incentivo dedicato del GSE riconosciuto per vent’anni. Il ritiro dedicato resta comunque la soluzione più immediata e senza vincoli per chi non aderisce a una CER.

La differenza da ricordare: autoconsumo non è vendita

Riassumendo: l’autoconsumo è l’energia che produci e usi subito, e ti fa risparmiare sul prezzo pieno della bolletta; il ritiro dedicato è la vendita al GSE del surplus, a un prezzo molto inferiore. In Sardegna, dove l’alto irraggiamento genera parecchio surplus soprattutto d’estate, questa distinzione conta ancora di più: massimizzare l’autoconsumo, aggiungere un accumulo o entrare in una CER vale molto più che puntare sulla sola vendita. Vivisolar dimensiona l’impianto sui tuoi consumi reali e ti aiuta a scegliere la strada più conveniente per il tuo surplus.

Con il fotovoltaico il vero guadagno è l’energia che usi tu: venderla è solo l’ultima spiaggia del surplus.
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Domande frequenti

Le risposte alle tue domande

No. Lo scambio sul posto non è più attivabile per i nuovi impianti: le richieste si sono chiuse nel 2025. Chi ha già una convenzione la mantiene fino a scadenza, ma chi installa oggi valorizza il surplus con il ritiro dedicato o con una comunità energetica.

Con il ritiro dedicato (RID) del GSE: gli deleghi la vendita dell’energia che immetti in rete, e il GSE la ritira, la rivende sul mercato e ti paga per ogni kWh, con pagamenti mensili.

A prezzo di mercato, con un prezzo minimo garantito per i piccoli impianti fino a 100 kW, fissato ogni anno dall’autorità. Sono pochi centesimi al kWh, molto meno di quanto paghi l’energia in bolletta: per questo conviene consumarla più che venderla.

Consumarla, senza dubbio. L’energia autoconsumata vale il prezzo pieno della bolletta, quella venduta col ritiro dedicato molto meno. L’impianto va dimensionato sui consumi reali per massimizzare l’autoconsumo.

Si presenta la richiesta al GSE entro 60 giorni dall’entrata in esercizio dell’impianto, tramite il portale RID o il Modello Unico per i piccoli impianti. In genere se ne occupa l’installatore o un tecnico.

Sì, la comunità energetica rinnovabile (CER): condividendo il surplus con altri membri si ottiene un incentivo del GSE per vent’anni, che valorizza l’energia in eccesso molto più della semplice vendita.