Conto termico 3.0: come funziona e quando copre anche il fotovoltaico
Il conto termico 3.0 rimborsa fino al 65% della spesa e paga in pochi mesi sul conto, non in dieci anni. Copre anche il fotovoltaico, ma solo a una condizione. Come funziona davvero, con i dati ufficiali del GSE.

Di incentivi per la casa se ne parla tanto, ma quasi sempre si finisce a parlare di detrazioni fiscali: recuperi la metà della spesa, in dieci anni, se hai capienza IRPEF. Il conto termico funziona in un altro modo, ed è la ragione per cui vale la pena conoscerlo: è un contributo del GSE che arriva sul conto corrente in pochi mesi, non una detrazione spalmata in un decennio.
Dal 2026 è in vigore la versione aggiornata, il conto termico 3.0. Qui trovi come funziona, quanto copre e — la parte che quasi nessuno spiega — in quale caso paga anche l’impianto fotovoltaico.
La differenza che conta: soldi sul conto, non in dichiarazione
La detrazione fiscale ti restituisce la spesa sotto forma di minori tasse, in dieci quote annuali, e solo se hai imposte sufficienti da compensare. Il conto termico è un contributo a fondo perduto: il GSE lo eroga direttamente, e per gli importi fino a 15.000 € arriva in un’unica rata. Sopra quella soglia si passa a rate annuali costanti.
Per una famiglia che sostituisce la caldaia con una pompa di calore, questa differenza è concreta: parliamo di mesi contro anni.
Quanto copre
| Tipo di intervento | Quota rimborsata (privati) |
|---|---|
| Rinnovabili termiche — pompe di calore, solare termico, biomassa (Titolo III) | fino al 65% |
| Efficienza energetica (Titolo II) | 40% |
| Fotovoltaico abbinato alla pompa di calore | 20% |
Il punto che quasi nessuno dice: il fotovoltaico è incluso, ma a una condizione
Nell’immaginario comune il conto termico riguarda solo il riscaldamento. Non è del tutto vero: il conto termico 3.0 prevede un contributo del 20% anche per l’impianto fotovoltaico, ma soltanto se viene installato insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore. Da solo, il fotovoltaico resta fuori.
È una condizione che ha una sua logica: la pompa di calore consuma energia elettrica, il fotovoltaico la produce. Insieme si tengono, e lo Stato incentiva la coppia, non il singolo pezzo. Per chi sta valutando entrambe le cose, l’ordine con cui si fanno i lavori cambia quindi il risultato economico.
Se hai in mente sia la pompa di calore sia il fotovoltaico, valutarli insieme può valere più che farli in due momenti diversi.
Come si richiede
- La domanda si presenta al GSE attraverso il portale dedicato, entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
- Servono fatture, documentazione tecnica dell’intervento e i dati catastali dell’immobile.
- L’erogazione parte dopo l’ammissione: entro l’ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui si perfeziona la scheda-contratto.
- Non è un bando con scadenza annuale: è una misura strutturale, attiva finché ci sono risorse.
Conto termico o detrazione fiscale?
Non si sommano sullo stesso intervento: si sceglie. In generale il conto termico conviene a chi ha poca capienza fiscale — chi cioè non riuscirebbe a sfruttare la detrazione — e a chi preferisce rientrare in fretta. La detrazione conviene quando la percentuale recuperabile è più alta e non si ha fretta di riavere i soldi.
È una scelta che si fa sui numeri della singola famiglia, non in astratto: in consulenza mettiamo a confronto le due strade sul tuo caso, prima di decidere.
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Sì, ma solo se il fotovoltaico è abbinato alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione con una pompa di calore: in quel caso il conto termico 3.0 riconosce il 20% del costo massimo ammissibile. Un impianto fotovoltaico installato da solo non rientra: per quello restano la detrazione fiscale e i bandi regionali.
Fino al 65% per gli interventi di produzione di energia termica da fonti rinnovabili (come le pompe di calore), 40% per gli interventi di efficienza energetica e 20% per il fotovoltaico abbinato alla pompa di calore. Le percentuali si applicano ai massimali di spesa stabiliti dal GSE.
Per importi fino a 15.000 € l’incentivo è erogato in un’unica rata; oltre quella soglia in rate annuali costanti. Il pagamento avviene entro l’ultimo giorno del mese successivo alla fine del bimestre in cui si perfeziona la scheda-contratto con il GSE. In pratica si parla di mesi, non di anni come per le detrazioni.
No, non sullo stesso intervento: bisogna sceglierne uno. La convenienza dipende dalla capienza fiscale e da quanto è importante rientrare in fretta della spesa. È una valutazione da fare sui numeri concreti della famiglia.
Non è un bando con una finestra annuale: è una misura strutturale gestita dal GSE, attiva fino a esaurimento delle risorse disponibili o a futuri aggiornamenti normativi. La domanda però va presentata entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
