← Tutte le guide4 luglio 2026 · 9 min di lettura

Fotovoltaico per le aziende: gli incentivi del 2026

Iperammortamento, credito d’imposta ZES unica, Nuova Sabatini, bandi della Regione Sardegna e FER X: la guida aggiornata agli incentivi 2026 per il fotovoltaico aziendale.
Fotovoltaico per le aziende: gli incentivi del 2026

Installare il fotovoltaico su un capannone o una sede produttiva è oggi una delle scelte più efficaci per abbattere i costi energetici, e nel 2026 esistono diversi strumenti che riducono la spesa e accorciano i tempi di rientro. Il quadro però è cambiato rispetto agli anni scorsi: alcune misure storiche sono terminate e sono state sostituite da altre. In questa guida facciamo ordine sugli incentivi effettivamente attivi per il fotovoltaico aziendale, con un occhio di riguardo alle imprese sarde. Prima però una premessa importante: gli incentivi cambiano spesso, e finestre, fondi e requisiti vanno sempre verificati sui portali ufficiali prima di avviare un progetto.

Cosa è cambiato nel 2026: addio Transizione 5.0

Il piano Transizione 5.0, che negli anni scorsi premiava con un credito d’imposta gli investimenti in autoproduzione da rinnovabili, non accetta più nuove domande dal 1° gennaio 2026. Le imprese che avevano già maturato il credito possono continuare a utilizzarlo in compensazione, ma per i nuovi investimenti il riferimento è ora un’altra misura: l’iperammortamento, introdotto dalla legge di bilancio 2026, che unifica la logica di Transizione 4.0 e 5.0.

L’iperammortamento 2026

L’iperammortamento consente di dedurre ai fini fiscali un valore maggiorato rispetto al costo effettivo dei beni strumentali nuovi, comprese le tecnologie per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo. In pratica, l’impianto fotovoltaico e la batteria “pesano” di più tra i costi deducibili, riducendo le imposte dell’azienda. La maggiorazione è più generosa sui progetti di importo contenuto e si riduce per gli investimenti più grandi.

Per il fotovoltaico ci sono requisiti tecnici da rispettare: sono agevolabili in particolare gli impianti con moduli di produzione europea e con determinati livelli di efficienza. La misura si applica agli investimenti effettuati in una finestra pluriennale che parte dal 2026. Poiché i dettagli sono tecnici e legati alle regole attuative, è essenziale farsi seguire da un consulente prima dell’acquisto.

Il credito d’imposta ZES unica (anche per la Sardegna)

La Sardegna rientra nella ZES unica del Mezzogiorno, insieme a Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia. Il credito d’imposta ZES premia gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive del Sud ed è stato prorogato per il triennio 2026-2028. Gli impianti fotovoltaici per l’autoconsumo sono ammissibili, a condizione che facciano parte di un programma di investimento che includa anche beni legati al processo produttivo principale. È previsto un importo minimo di investimento e finestre precise per comunicare le spese all’Agenzia delle entrate, che cambiano di anno in anno: è una delle misure più interessanti per chi in Sardegna sta ampliando o rinnovando l’attività.

La Nuova Sabatini

La Nuova Sabatini non è un contributo diretto sull’impianto, ma un aiuto sul finanziamento: se acquisti o prendi in leasing beni strumentali — impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo compresi — il Ministero riconosce un contributo che abbatte gli interessi. La misura è stata rifinanziata per il biennio 2026-2027 e prevede una linea “green” dedicata proprio agli investimenti sostenibili. È utile per chi vuole realizzare l’impianto senza immobilizzare capitale, appoggiandosi a un finanziamento agevolato.

I bandi della Regione Sardegna

Oltre alle misure nazionali, la Regione Sardegna attiva bandi propri a fondo perduto per le imprese del territorio. Un avviso dedicato all’efficientamento energetico e all’autoconsumo delle micro, piccole e medie imprese ha messo a disposizione risorse con contributi a fondo perduto (percentuali più alte per micro e piccole imprese), e la Regione ha annunciato ulteriori bandi nel corso del 2026 per decine di milioni di euro. Poiché questi avvisi hanno finestre e graduatorie proprie, conviene monitorare costantemente il sito della Regione Sardegna: sono spesso l’incentivo più vantaggioso in assoluto, perché il fondo perduto non va restituito.

Il conto termico 3.0 (per le pompe di calore, non per il fotovoltaico)

Il conto termico 3.0 è in vigore dalla fine del 2025 e, per le imprese, incentiva soprattutto la sostituzione di impianti termici a combustibili fossili con pompe di calore elettriche. È importante chiarire un equivoco frequente: il conto termico non finanzia l’impianto fotovoltaico in quanto tale, ma è complementare a esso. Se un’azienda elettrifica il riscaldamento con una pompa di calore e la alimenta con il proprio fotovoltaico, può usare il conto termico per la parte termica e gli altri incentivi per l’impianto solare.

Il FER X per gli impianti più grandi

Per gli impianti di taglia medio-grande esiste il decreto FER X, approvato nel 2026, che riconosce una tariffa incentivante ventennale sull’energia prodotta tramite un contratto per differenza. Gli impianti fino a 1 MW accedono in modo diretto con prezzi fissati dall’autorità, quelli più grandi partecipano a procedure competitive gestite dal GSE. Un dettaglio interessante per molti capannoni sardi: è previsto un premio aggiuntivo per la rimozione dell’amianto dai tetti, che rende ancora più conveniente sostituire vecchie coperture in eternit con il fotovoltaico. Le regole operative sono attese nel corso del 2026, quindi per gli impianti grandi vale la pena informarsi sulle prime procedure.

Uno sguardo d’insieme

IncentivoA chi si rivolgeChe vantaggio dà
Iperammortamentoimprese che investono in autoproduzione e accumulomaggiorazione fiscale del costo dell’impianto e della batteria
Credito d’imposta ZES unicaimprese del Mezzogiorno, Sardegna inclusacredito d’imposta sull’investimento in beni strumentali
Nuova SabatiniPMI che acquistano o prendono in leasing i benicontributo che abbatte gli interessi del finanziamento
Bandi Regione Sardegnamicro, piccole e medie imprese sardecontributo a fondo perduto su rinnovabili, accumulo ed efficienza
Conto termico 3.0imprese che sostituiscono impianti termici fossilicontributo sulle pompe di calore (non sul fotovoltaico)
FER Ximpianti di taglia medio-grandetariffa incentivante ventennale sull’energia prodotta
Quadro aggiornato a luglio 2026. Le misure cambiano spesso: finestre, fondi e requisiti vanno verificati sui portali ufficiali (MIMIT, Agenzia delle entrate, GSE, Regione Sardegna) prima di avviare un progetto.

Si possono cumulare gli incentivi?

Dipende dalle misure. Alcune sono compatibili tra loro, altre no, e spesso valgono limiti sulla percentuale complessiva di aiuto che un’azienda può ricevere sullo stesso investimento. Per esempio, un bando regionale a fondo perduto potrebbe non essere cumulabile con un’agevolazione fiscale sulla stessa spesa. Proprio per questo la scelta della combinazione migliore non è banale e va costruita su misura. Vivisolar analizza la situazione dell’azienda, individua gli incentivi a cui ha diritto e gestisce le pratiche, così da massimizzare il vantaggio senza rischiare errori.

Gli incentivi cambiano ogni anno: il valore vero è scegliere la combinazione giusta al momento giusto, senza lasciare nulla sul tavolo.
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Domande frequenti

Le risposte alle tue domande

No, per i nuovi investimenti non è più possibile fare domanda dal 1° gennaio 2026. È stata sostituita dall’iperammortamento introdotto dalla legge di bilancio 2026. Chi aveva già maturato il credito può però continuare a utilizzarlo in compensazione.

Sì: la Sardegna fa parte della ZES unica del Mezzogiorno. Gli impianti fotovoltaici per autoconsumo sono ammissibili se inseriti in un programma di investimento che comprende anche beni del processo produttivo, sopra la soglia minima di spesa prevista.

Spesso i bandi regionali a fondo perduto, perché il contributo non va restituito. Ma la scelta migliore dipende dai consumi, dalla fiscalità e dalla disponibilità di capitale: quasi sempre conviene combinare più strumenti. Va valutato caso per caso.

No. Il conto termico 3.0 incentiva la parte termica, come le pompe di calore che sostituiscono caldaie a combustibili fossili. Il fotovoltaico si finanzia con altri strumenti (iperammortamento, ZES, Nuova Sabatini, bandi regionali), ma i due si integrano bene.

Dipende dalla misura. Le agevolazioni fiscali si recuperano nel tempo, i bandi a fondo perduto arrivano dopo il completamento, mentre con la Nuova Sabatini e i finanziamenti agevolati puoi partire senza immobilizzare capitale. In consulenza costruiamo la soluzione più adatta alla tua liquidità.

Sì: i sistemi di accumulo destinati all’autoconsumo rientrano in diverse misure, tra cui l’iperammortamento e i bandi regionali. La batteria è spesso decisiva per aumentare l’autoconsumo e quindi la convenienza dell’impianto.