← Tutte le guide4 luglio 2026 · 8 min di lettura

Come capire quanto ti paga il ritiro dedicato del GSE

Quanto ti paga il GSE per l’energia immessa in rete? Ecco come funziona il prezzo del ritiro dedicato, il prezzo minimo garantito 2026 e dove controllare i pagamenti.
Come capire quanto ti paga il ritiro dedicato del GSE

Chi ha un impianto fotovoltaico immette in rete l’energia che produce ma non consuma subito, e per quel surplus riceve un pagamento dal GSE tramite il ritiro dedicato. La domanda che tutti si fanno è: quanto mi pagano, di preciso? E soprattutto, dove lo controllo? Facciamo chiarezza, perché capire questo numero è il modo migliore per dimensionare bene l’impianto e non farsi illusioni sulla vendita dell’energia. Ricordiamo intanto una cosa: lo scambio sul posto è cessato, quindi oggi il surplus si valorizza con il ritiro dedicato (o con una comunità energetica).

Che cos’è il prezzo del ritiro dedicato

Con il ritiro dedicato (RID) deleghi al GSE la vendita dell’energia che immetti in rete: il GSE la ritira, la rivende sul mercato elettrico e ti riconosce un compenso per ogni kWh. Il prezzo di riferimento è quindi legato al prezzo di mercato dell’energia, che varia di ora in ora e di zona in zona. Per questo il compenso non è un valore fisso: dipende da quanto vale l’energia sul mercato nel momento in cui la immetti.

Il prezzo minimo garantito (PMG): la rete di sicurezza

Per proteggere i piccoli produttori dalle oscillazioni del mercato esiste il prezzo minimo garantito (PMG): una soglia sotto la quale il compenso non può scendere, fissata ogni anno dall’autorità di regolazione ARERA. Il PMG si applica ai piccoli impianti fino a 100 kW incentivati che aderiscono a questa modalità. Per il 2026 ARERA lo ha fissato a circa 4,75 centesimi di euro per kWh (47,5 €/MWh) per i primi 1.500.000 kWh immessi nell’anno, in leggero aumento rispetto al 2025. È una cifra utile da tenere a mente come riferimento minimo.

Dove controllo quanto mi paga il GSE

Tutti i dati sui pagamenti sono nella tua area clienti GSE: è lì che trovi quanto ti è stato riconosciuto, mese per mese.

  • Accedi all’area clienti GSE (con le tue credenziali oppure con SPID).
  • Apri il portale del ritiro dedicato: nella sezione “Pagamenti e fatture” o “Corrispettivi” trovi gli importi riconosciuti.
  • Nella sezione “Pagamenti” dell’area clienti puoi consultare i pagamenti degli ultimi due anni.
  • Tieni presente una soglia: il GSE effettua il pagamento solo quando l’importo maturato raggiunge almeno 5 euro; sotto quella cifra viene rinviato al periodo successivo.

Acconti mensili e conguaglio di fine anno

Il GSE paga con cadenza mensile, con un paio di mesi di scarto rispetto al mese di produzione (l’energia di gennaio, ad esempio, viene liquidata verso marzo). Questi versamenti sono acconti, basati su misure e prezzi provvisori. A fine anno il GSE effettua un conguaglio con i dati definitivi di produzione e i prezzi effettivi di mercato: può comportare un piccolo aggiustamento, in più o in meno, rispetto agli acconti già ricevuti. È del tutto normale e serve a chiudere i conti sui valori reali.

VoceRiferimento 2026
Prezzo minimo garantito (PMG)circa 4,75 cent€/kWh (47,5 €/MWh)
Fino a1.500.000 kWh immessi nell’anno
Impianti ammessi al PMGpiccoli impianti fino a 100 kW incentivati
Soglia minima di pagamento5 euro (sotto questa cifra il GSE rinvia)
Dove si controllaarea clienti GSE, sezione pagamenti / portale RID
Valori 2026 del prezzo minimo garantito fissati da ARERA e aggiornati ogni anno. Fonte: ARERA e GSE.

Perché quel prezzo è più basso di quanto risparmi consumando

Ecco il punto che cambia tutto. Il prezzo del ritiro dedicato — pochi centesimi al kWh — è molto più basso di quanto paghi l’energia in bolletta. Di conseguenza, un kWh che consumi mentre lo produci vale molto di più di un kWh che vendi: nel primo caso risparmi il prezzo pieno della bolletta, nel secondo incassi solo il prezzo di mercato. La lezione è chiara: il guadagno vero del fotovoltaico è l’autoconsumo, non la vendita. Il ritiro dedicato è il giusto complemento per il surplus, ma non conviene sovradimensionare l’impianto solo per vendere.

E in Sardegna?

In Sardegna l’alto irraggiamento genera parecchio surplus, soprattutto d’estate quando i pannelli rendono al massimo e i consumi diurni sono più bassi. Proprio per questo qui la distinzione conta ancora di più: prima si punta a consumare quanta più energia possibile (spostando i consumi nelle ore di sole, aggiungendo un accumulo o entrando in una comunità energetica), poi si valorizza ciò che resta con il ritiro dedicato. Vivisolar dimensiona l’impianto sui consumi reali e ti aiuta a capire, numeri alla mano, quanto puoi aspettarti dal ritiro dedicato e quanto invece dall’autoconsumo.

Controllare quanto ti paga il ritiro dedicato serve soprattutto a capire una cosa: l’energia che consumi vale molto di più di quella che vendi.
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Domande frequenti

Le risposte alle tue domande

A prezzo di mercato, quindi variabile. Per i piccoli impianti fino a 100 kW incentivati c’è però un prezzo minimo garantito, fissato da ARERA a circa 4,75 cent€/kWh per il 2026 sui primi 1.500.000 kWh annui: sono comunque pochi centesimi, molto meno del prezzo in bolletta.

È la soglia minima sotto cui il compenso del ritiro dedicato non scende, fissata ogni anno dall’autorità ARERA per proteggere i piccoli produttori dalle oscillazioni del mercato. Si applica ai piccoli impianti fino a 100 kW incentivati che aderiscono a questa modalità.

Nell’area clienti GSE: nel portale del ritiro dedicato, sezione “Pagamenti e fatture” o “Corrispettivi”, e nella sezione “Pagamenti” dove trovi gli importi degli ultimi due anni.

Il GSE paga solo quando l’importo maturato raggiunge almeno 5 euro: se il tuo surplus mensile vale meno, l’importo viene accumulato e liquidato nel periodo successivo, non perso.

I pagamenti mensili sono acconti su misure e prezzi provvisori. A fine anno il GSE ricalcola tutto con i dati definitivi di produzione e i prezzi reali di mercato, generando un piccolo aggiustamento in più o in meno. È normale.

Consumarla. L’energia autoconsumata vale il prezzo pieno della bolletta, quella venduta col ritiro dedicato solo pochi centesimi al kWh. Meglio dimensionare l’impianto sui consumi reali e massimizzare l’autoconsumo, valorizzando il surplus con il ritiro dedicato.